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La classificazione energetica

«Il parametro in base al quale viene attribuita la classe si chiama “EPgl,nren”: indice di prestazione energetica globale non rinnovabile dell’edificio di riferimento, che esprime in kwh/mq quanta energia debba essere consumata in un anno affinché l’edificio raggiunga livelli di comfort adeguati», spiega Carlo Romeo, architetto del dipartimento Unità per l’efficienza energetica dell’Enea. «E già qui vanno fatte precisazioni importanti – prosegue –. In primo luogo, ogni classe rappresenta un intervallo di valori, non un numero univoco, che varia a seconda della fascia climatica». Ma l’errore più comune è ritenere che quei kwh/mq riflettano il reale consumo dell’appartamento. «In realtà la classificazione indica quanto l’immobile sia più o meno efficiente rispetto a un cosiddetto edificio di riferimento simile, con caratteristiche medie sia per quanto riguarda l’involucro che per gli impianti», aggiunge Romeo dell’Enea. Come conseguenza, ha senso utilizzare la classe energetica per paragonare due case, solo in riferimento a pezzi omogenei. Fonte: il Sole 24 Ore